
politica interna
Federico dimettiti!
23 gennaio 2012
Quando il medico visita un paziente dovrebbe accertarsi della sua salute. Il medico dovrebbe pure ammettere quando non c’è nulla da fare e staccare la spina. Questo discorso mi fa pensare a Federico che di mestiere fa il medico. La sua giunta non è morta ma stramorta. Dovrebbe quindi certificare quello che sta succedendo e andare a conclusioni di una certa portata. Anche Berlusconi è riuscito a fare qualcosa del genere. La mia riflessione nasce dall’allarme lanciato dai componenti di Rialzati Abruzzo, che solo a 10 mesi, se non erro, dalla conclusione del mandato, sollecitano il loro sindaco, che purtroppo è anche mio, ad azioni incisive nell’ambito amministrativo. Dall’altra parte vi è chi afferma di andare avanti colla costituzione della Fondazione per la Giostra. Sono segnali, apparentemente diversi, ma che portano ad unica conclusione: nessuno di questi sta pensando all’immediato, ma tutti pensano a prepararsi per il rinnovo delle cariche. Ovviamente, e credo che sia una ipotesi credibile, senza Federico riconfermato. Insomma fino a questo momento, tutti hanno abbassato la testa e votato quello che vi era da votare, mentre ora tutti sono ribelli e contestano la coalizione. Se i critici in maggioranza hanno a cuore questa città, dovrebbero dire che il loro tempo è finito e che bisogna rinnovarsi. Non basta incentrare una azione governativa sulla visita del Papa, e dopo 4 anni è possibile dire da cittadino cosa ha fatto questa città per noi. Credo nulla, se non eliminare gli autobus dal centro, e modificare gli orari dei locali nelle ore notturne. È troppo poco per una città che dopo le fabbriche sta perdendo istituti importanti come il tribunale e l’ospedale. E dove è il sindaco che dovrebbe fare da traino alle azioni contro eventuali spoliazioni? Non c’è. In questi 4 anni Sulmona è rimasta sempre uguale a se stessa, forse più impoverita. I nostri politici volano basso, e nessuno di loro ha la voglia di puntare obiettivi importanti. Le dimissioni di Rialzati Abruzzo non cambiano il pensiero del sottoscritto. L’azione amministrativa non è mutata nel corso del tempo. La cosa che mi spaventa è questa: andare a votare adesso, potrebbe portare anche la minoranza a presentare personaggi inadeguati. E questo non deve succedere, perché la città di Ovidio merita di più in tema di cultura, di apertura di luoghi come biblioteche e cinema, in tema di infrastrutture, di pulizia del territorio, di scelte in tema di ambiente, di indirizzi politici. Navighiamo in una nave come quella della costa crociera. Vogliamo un comandante, e lo vogliamo con le palle!
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liberissimo il 23/1/2012 alle 18:22 | |

politica interna
Che anno sarà?
16 gennaio 2012
Non voglio essere pessimista ma questo 2012 non comincia molto bene. Non parlo ovviamente di questioni personali, ma di ciò che ci succede intorno. Il 2012 comincia con l’abdicazione della politica. Chi è stato eletto ha fatto un passo indietro nelle loro responsabilità, dando ad altri il compito di risollevare uno stato. Credo che in tutte le cose gravi questa sia una che sta tra le peggiori, e questo soprattutto perché ci si rende conto che c’è stato un fallimento. Un fallimento di cui ne paghiamo noi le conseguenze. C’è solo un lato positivo. Dopo circa 18 anni nei quali si è urlato, si è parlato di scandali, si demonizzazioni dell’avversario, di frasi vuote, ora c’è più discussioni sui temi importanti. Ora come non mai, si discute, e le parti sociali e imprenditoriali lo fanno, su quale direzione deve prendere l’Italia. Il sacrificio di chi doveva andare in pensione, considererà a me e a chi verrà dopo di me, di accedere, anche se non ne sono troppo sicuro, alla fase del pensionamento. Fa rabbia pensare che c’è chi ha usufruito legalmente di privilegi e chi ha pensioni di platino. Sarà un anno molto duro per chi ha una attività commerciale, sarà peggio di questo. Ho visto negozi che una volta erano pieni, ora essere deserti anche durante il Natale, si risparmierà di più? Ora si aspettano le liberalizzazioni e cosa succederà non sappiamo, perché poi i politici, quando si toccano le caste, si ricompattano trasversalmente, respingendo l’allargamento dell’offerta. Chissà se cambierà qualcosa per notai, farmacisti, enti pubblici che erogano servizi. Soprattutto per questi ultimi, l’unico modo per far lavorare i politici trombati. E da questi forse bisogna partire per cambiare qualcosa. Mettiamo intanto un punto interrogativo su questo inizio, il resto lo vedremo tra poco.
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liberissimo il 16/1/2012 alle 17:34 | |

politica interna
Ospedale - Tribunale- Avezzano
13 dicembre 2011
La spoliazione di un territorio è
una cosa desolante. Soprattutto quando un paese era ricco e pieno di storia. Ogni
volta che vado a lavorare leggo il cartellone sul tribunale che non si deve
toccare, vedo su facebook i gruppi sulla difesa dell’ospedale. C’è la crisi, e
siamo in recessione. Altro che. Nessuno spende più, molti, i pochi risparmi, se
li tengono stretti. Sarà uno dei Natali più amari che Sulmona abbia mai
passato. Altro che numeri finanziari,
contabilizzazioni. Altro che scioperi. Partiamo prima di tutto dalla
spoliazione. I nostri presidi sono meno forti se una parte del centro Abruzzo
non solidarizza. E la colpa non è nostra. Ma la colpa è di Avezzano, paese
inutile, i leghisti dei centro Abruzzo, che considerano la marsica un punto di
riferimento che non ha bisogno di alleanze con le valli limitrofe. Questa debolezza, ci rende fragili e meno
credibili nei confronti degli enti superiori. Questo vale per il tribunale, per
l’ospedale ed altro. Sulmona e i dintorni hanno una storia e una cultura di cui
dobbiamo essere fieri, elementi che dovrebbero renderci superiori e con una
mentalità vincente. Ed invece abbiamo subito sempre e solo. Il nostro non è un
tribunale minore, il nostro non è un ospedale di secondo piano. E qui la
politica latita, il nostro sindaco sul giornale c’è solo per i suoi parcheggi,
l’opposizione non si vede. La politica in questo caso dovrebbe stimolarsi da
solo, senza bisogno che il popolo pungoli i suoi amministratori. Questa è una
sconfitta. Poi c’è la crisi, i soldi mancano. La tristezza si avverte
nell’aria, si ricorre alle finanziarie, crescono i negozi che comprano
oro. Che periodo è questo? Quale sarà il nostro futuro? Pensateci un
attimo. Troverete forse ansia nei vostri pensieri. Vi chiederete che fine
faranno i vostri figli, il vostro lavoro, il vostro modo di vivere. C’è da sorridere? Credo proprio di no.
Sicuramente bisogna tornare ad essere leader in un territorio, e finire di
subire le angherie e le mancate risposte da parte di paesi limitrofi dove le
patate la fanno da padrone.
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liberissimo il 13/12/2011 alle 19:7 | |

SOCIETA'
Zac la cultura e gli animali
29 novembre 2011
La cultura e i giovani. Ho letto
un interessante editoriale su zac di
Patrizio Iavarone sui problemi del sabato notte. Dal suo editoriale ne
evince che un gruppo di giovani ha “terrorizzato il popolo della notte,
picchiato a sangue militari e coetanei, mostrato i muscoli senza cervello,
offendendo la città e il suo spirito di accoglienza”. Il direttore di Zac dice
che la colpa di questo è dato dalla mancanza di cultura, di un cinema chiuso, di
un vuoto che esprime la città. Ricordo che quando a scuola discutevo dei
problemi dell’attualità, lei dava sempre la colpa sempre alla società. Ma cosa
è questa società, questo ente astratto. Cosa è la cultura, quale effetto ha nei
confronti delle persone. È tutto così un pensiero volatile. E per questo che
non posso essere d’accordo con il pensiero dell’amico Patrizio. Prima di tutto
abbiamo di fronte delle persone adulte. Se ci fosse il cinema aperto, comunque
c’è sempre Igioland, loro andrebbero a vedere un film di azione, andrebbero
vedere Rocky, uscendo magari più gasati e pronti a fare le prove con qualcuno. Loro sono i figli dei Fight Club e dei Romanzo
Criminali. Per paradosso la loro mente non è inquinata dalla tv. Non sono
rimbambiti dal Grande Fratello o da Uomini e Donne. Perché loro stanno sempre
in giro, sempre in qualche locale, sempre in qualche bar, a parlare e a bere. Perché
queste non sono persone vittime di una qualche decadenza culturale, in fin dei
conti in cinema è chiuso da maggio e non da anni e loro agiscono da molto
prima. Sono animali. In ogni società, una piccola percentuale è fatta da
animali, e qui non c’è cultura che tenga. Non c’è cultura che possa insegnare
loro la retta via. Esiste solo la mano di ferro, la durezza della legge, e la
volontà del resto della popolazione di ghettizzarli e colpire. Poi la cultura
non è sempre positiva, quanti uomini di pensiero sono stati uomini del male? Non
sempre chi è cattivo è ignorante. Ma questi qui, sono animali, bisogna farli
sfogare, come quando al cane gli si dà l’osso da mordere. In questo caso non manca la cultura, ma manca
la legge.
| inviato da
liberissimo il 29/11/2011 alle 13:21 | |