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Per chi legge il blog: il lettore deve sapere che, leggendo i miei post, potrà trovare imprecisioni e quindi può benissimo farmi notare l'errore con i mezzi che internet e il blog mettono a disposizione.  Io mi impegnerò a modificare il post. Non censuro gli anonimi entro i limiti della diffamazione, comunque gradirei che chi scrive determinate cose, si prenda la responsabilità di quello che scrive. Abbiate il coraggio e non nascondetevi, anche se poi non me ne importa più di tanto. Saluti
Per chi volesse contattarmi su Msn: silviomancinelli@hotmail.com








 
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oto di Virgilio Del Boccio


  


 

 

 Maiorano del 2001


Il Musico di Otranto -
Maiorano







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SOCIETA'
Le brutte petizioni contro la movida
14 gennaio 2017

Quando si parla di centro storico, credo che in tutte le piccole e medie cittadini si critica il sindaco perchè c'è lo svuotamento dello stesso, perchè non si pongono iniziative di nessun tipo, perchè il centro è praticamente “morto” a favore delle zone commerciali dove la comunità tende ad andare. Ora a Sulmona è nata una barzelletta, quella della petizione contro la movida. Ora intendiamoci: la movida non esiste a Sulmona, la quale vede un po' di movimento il sabato sera e nelle feste comandate. Stop. Provate a girare il martedì sera e vedrete il solito gruppetto di persone adulte che si fanno una birretta. Ora gli abitanti del centro per l'ennesima volta si lamentano dei ragazzi che girano per i vicoli, fanno danni, e non so cosa altro. E quindi facciamo una bella raccolta di firme contro chi esce la sera. A cosa servirebbe la petizione non si sa, forse a tornare a casa alle 23? forse ad impedire a gente normale di rilassarsi a fine settimana dopo lunghe traversate per il lavoro dal lunedì al venerdì? Chi rompe una vetrina liberty in centro, non lo fa, perchè fa parte della “movida”, ma perchè è un cretino e ingnorante (“Capra” direbbe Sgarbi), magari con genitori assenti. Chi si lamenta per la poca educazione dei giovani sulmonesi, non deve prendersela con quei pochi soggetti privati che offrono servizi serali con aperitivi, musica live e dj ma con l'educazione data a questi ignoranti. La petizione dovrebbe riguardare i controllo più fitti nei week end con telecamere sempre più diffuso a dispetto della privacy. Perchè rompere una vetrina, imbrattare muri, disturbare la notte, sono reati, e per questo vanno puniti in maniera esemplare. Non con il carcere ma con il volontariato obbligatorio a servizio della comunutà. Tutto il resto sono visioni miopi della realtà.




permalink | inviato da liberissimo il 14/1/2017 alle 10:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
Moon in June - in other words we are in three
12 gennaio 2017

Tra i tanti dischi che mi sono arrivati in questo periodo,colpevolmente mi ero dimenticato di segnalare questo trio bresciano, i Moon in June, e il loro “In other words we are three”. Undici canzoni molto promettenti per il futuro del gruppo. Se “Again”, ha un un riff di basso che mi ricorda alcune cose di Prince in versione rock (non è blasfemia), posso dire che il resto dell'album pensa all'ultimo Mark Lanegan e alle evoluzioni del blues di Jack White. È comunque un album composito perchè “The picture”, se ci fossero le tastiere, ci riporterebbero indietro negli anni 70 quando il Re Lucertola cantava. Insomma con questo disco i “Moon in June”, fanno proprio centro mettendo a fuoco e rendendo attuale, qualcosa di vecchio, in tipico stile americano. Per questo vanno elogiati e tenuti d'occhio anche se poi, sapppiamo benissimo, a livello commerciale più sei bravo e più proponi qualcosa di nuovo e meno vendi. Ma questo è un altro discorso e non toglie nulla al talento del gruppo.


La tracklist


  1. Desert

  2. Again

  3. Ready or not

  4. The picture

  5. Something sweet some thing bad

  6. Movin' slow

  7. Peaple at the window

  8. Videopoker

  9. Please don't care about me

  10. When we met

  11. Angelene




permalink | inviato da liberissimo il 12/1/2017 alle 10:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
LAVORO
La Cgil e il rock
11 gennaio 2017

Oggi che si decide sui referendum della Cgil sul lavoro ho avuto uno spunto per scrivere di nuovo sul mio blog. Non solo c'è la Cgil, ma su Facebook c'è una foto di Massimo Cotto e Carlo Massarini insieme. Due persone che conoscono il rock molto bene. E mi sono chiesto, vedendo la foto, se ci sarà un nuovo Massimo o Carlo nel prossimo futuro a parlarci di rock. Io per esempio, oltre che acquistare dischi, sto cominciando a leggere dei libri sulla musica. Non sulla tecnica, ma sulla storia della musica, perchè questa ha accompagnato tutti gli eventi del 900 e leggerlo diventa affascinante. Nel nuovo millennio questa cosa sta un po' scemando perchè la musica si è fatta liquida, troppo liquida, e molte volte non è scritta ascoltando la realtà. Come me di appassionati ce ne sono molti, meglio di me ancora di più. Ma ora che il sistema economico è crollato e tutti sono diventati precari campare con la musica, come giornalista musicale, diventa difficile. Questo è dovuto non solo al tracollo di cui sopra, ma anche perchè Internet ha reso tutti uguali, ha reso pari un Massarini a un Mancinelli che può scrivere di musica per passione abbantendo i costi che Massarini ha. Questo comporta una brutta conseguenza: manca la refenzialità di quello che si dice. La stessa cosa detta da Massarini o da Cotto non ha lo stesso valore se è detta da me. L'erosione di alcune professioni è quindi evidente. Purtroppo. Pensiamo anche ai fotografi e come si abbassata la qualità della fotografia con l'avvento del digitale. E qui intervengono i quesiti referendari. Vanno controcorrente, sono antichi. I sindacati ancora non capiscono che il tema – lavoro ha già superato l'articolo 18, i voucher etc. soprattutto perchè sono gli stessi della Cgil a utilizzare i voucher per un valore di circa 750.000 euro. Chi deve difenderci non ha capito che ci troviamo in una altra era. Molto diversa da quella del 900. Non lo ha capito il sindacato e neanche il sistema politico. Ancora non si riesce a capire come difendere professioni che prima o poi scompariranno, ora sono i giornalisti e i fotografi, domani bancari e impiegati della P.A. Io so solo che mio figlio, quando ce ne sarà uno, avrà la certezza di non conoscere alcuni tipi di lavoro e per la musica rock non ha avrà dei punti di riferimenti fissi come li ho avuti io. E questo è anche un piccolo dramma.




permalink | inviato da liberissimo il 11/1/2017 alle 19:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
Are you real? Songs from my imaginary youth
29 dicembre 2016

Are you real? È il progetto solista di Andrea Liuzza, musicista e videomaker veneziano. Il disco, “Songs from my imaginary youth” è composto da nove canzoni affascinanti, dove un certo tipo di folk moderno si riesce a legare a suoni alla Pink Floyd. Si scomoda anche Sparklehorse nel comunicato stampa, ma questa affinità ce la vedo poco. Rimane comunque una bella sorpresa, per me, in questo fine anno che ormai non viene preso più come mese da far passare o come quello da classifiche di fine anno, ma, in diversi settori, escono novità. Ecco che Liuzza riesce a fare un disco che di italiano non ha nulla, neanche quelle sonorità da talent necessarie per sfondare. Credo che il disco sia uscito proprio come lui voleva, alla faccia delle vendite e della ricezione da parte del pubblico. Un disco invernale, per le sue parti oscure, e per quelle sfumature, un po' da cantautore triste, anche se poi c'è del risveglio rock anni 90 come in “Shaman Punk”. Il suo meglio lo dà nelle versioni intimiste. Bravo.


Tracklist


  1. Song for a stranger

  2. We are the wild things

  3. Run

  4. Behind you eyelids

  5. Shaman punk

  6. There was a man

  7. The great unknown

  8. J kissed Alice

  9. J don't wanna die young




permalink | inviato da liberissimo il 29/12/2016 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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