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Per chi legge il blog: il lettore deve sapere che, leggendo i miei post, potrà trovare imprecisioni e quindi può benissimo farmi notare l'errore con i mezzi che internet e il blog mettono a disposizione.  Io mi impegnerò a modificare il post. Non censuro gli anonimi entro i limiti della diffamazione, comunque gradirei che chi scrive determinate cose, si prenda la responsabilità di quello che scrive. Abbiate il coraggio e non nascondetevi, anche se poi non me ne importa più di tanto. Saluti
Per chi volesse contattarmi su Msn: silviomancinelli@hotmail.com








 
F
oto di Virgilio Del Boccio


  


 

 

 Maiorano del 2001


Il Musico di Otranto -
Maiorano







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musica
Stefano Dentone e Antonio Ghezzani - I Pugilatori
27 marzo 2017

Forse hanno pensato ai Black Keys quando hanno cominciato a suonare i loro pezzi. Loro sono Stefano Dentone e Antonio Ghezzani che si presentano con il loro nuovo lavoro “I Pugilatori”. Ascoltate per esempio “Animale” con le sue vene rock blues provenienti da Akron. Il disco è poliglotta perchè le canzoni sono in italiano, inglese e francese, proprio a sancire l'internazionalità del lavoro. Perchè il titolo “Pugilatori?” perchè “ogni giorno si sale sul ring della vita, per combattere un incontro con sé stessi, contro qualcun’altro o contro il destino… non importa quanti pugni si dovranno incassare o quanto si dovrà soffrire: la vera vittoria non si avrà colpendo sempre più forte, ma si otterrà nel resistere e nel restare in piedi nonostante tutto”. Una differenza rispetto al primo disco sta che non ci sono solo chitarre e voci ma anche la sezione ritmica formata da Stefano Corona al basso e Andrea Spinetti alla batteria. E tutto questo indurisce il suono nella maniera giusta anche se se poi alle volte, sarà il cantato, ci si avvicina troppo allo stile Litfiba, mentre il meglio lo danno quando guardano al passato, ai padri del blues. Comunque è un buon disco!


La Tracklist


1. Amore Nostro

2. Inconcludente

3. Do You Feel Any Pain?

4. Animale

5. Set Them Free

6. Il Etait

7. Pugile

8. The Artist

9. Hangover

10. Mancini

11. Tomorrow

12. Il Buio

13. Find A Way

14. Rabbia

15. Fragile

16. BONUS TRACK - Back To Ro





permalink | inviato da liberissimo il 27/3/2017 alle 17:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
Marco Rossari - Bob Dylan, il fantasma dell’elettricità
17 marzo 2017

Quando ero giovane ho immaginato la mia vita con Cobain; sei ragazzo e pensi che il tuo idolo sia tuo fratello. Figuratevi quando si è sparato come potevo stare. Immaginavo che questo poteva succede anche ad altri. E Marco Rossari con “Bob Dylan, il fantasma dell’elettricità” mi ha dato la conferma. “Anni fa non avrei mai immaginato che il rapporto con Dylan potesse diventare così viscerale, sempre più profondo; a volte ho paura che si azzardi a morire e mi faccia sentire in una botta sola tutto quello che è stato per me, che evidenzi — come in certe scintigrafie che sbalzano l’organo malato — tutta la mia vita in relazione alla sua opera, mostrandomele entrambe perse nel tempo.” “Il fantasma dell’elettricità” è un’autobiografia per interposto cantante, una lettera d’amore, un corpo a corpo romanzesco con un volto e una voce, che ci racconta moltissimo di Bob Dylan, ma anche del nostro rapporto con il mistero della musica. Per certi versi mi ricorda “Velvet Goldmine” film del 1998, diretto da Todd Haynes che parla del glam per interposta persona. L'operazione fatta da Rossari è intelligente perchè cosa c'è da dire di più su un cantante che oltre nella musica è entrato, pieno di contraddizioni, nella politica e nel sociale e sul quale si è scritto e detto tutto. Da avere negli scaffali.




permalink | inviato da liberissimo il 17/3/2017 alle 18:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
Virginia Waters - Skincharger (Jap records)
21 febbraio 2017

Proprio oggi esce sia in formato digitale che in quello fisico “Skinchanger” l'album dei Virginia Water. La band è formata da Maria Teresa Tanzilli (Ausländer) alla voce, Andrea Spigarelli (Wonder Vincent) alla batteria, Andrea Mattiucci (OH! EH?) alle chitarre e Giulio Catarinelli (Quiver With Joy) al basso. Le canzoni sono nate da una idea della cantante e arrangiate poi dal resto del gruppo composto, appunto, da musicisti con una vasta esperienza alle spalle. Parliamo qui di canzoni che musicalmente si ispirano alle band dei primi anni di questo secolo, un po' P.O.D. un po' Deftonese un pò N.I.N. ma alleggerite dalla dolce voce di Maria Teresa. È scritto che l'album ripercorre un po' le fasi di una evoluzione personale, quindi si potrebbe dire che il disco sia un po' un concept nel quale la storia è proprio quella di chi la canta. Quindi un lavoro intimo ma duro nei suoni. “Skinchanger” è un album godibile nel quale però non spiccano novità particolari nel genere.



  1. J've killed my power animal

  2. Queen of the rush

  3. Motionless

  4. Behind

  5. Skinchanger

  6. Unitl the last drop

  7. Rabbit snare

  8. A postcard from drink and drive

  9. One more step

  10. Naked lips




permalink | inviato da liberissimo il 21/2/2017 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
Wops - il giorno onirico
13 febbraio 2017

In una scena musicale fatta di giovani e giovanilismo, è difficile trovare esordi maturi, ma ci sono anche rare eccezioni. Pensate a Ligabue, diventato famoso ad un passo da abbandonare ogni velleità di successo discografico. Ma anche Sanremo ha insegnato qualcosa: piaccia o non piaccia Gabbani ha esordito e vinto tra i Big alla veneranda età di 35 anni. A questo sparuto gruppo vanno aggiunti anche i Wops. Una band curiosa: insieme da ben 10, con tante canzoni inedite fatte e registrate. Chissà quanti chilometri macinati per suonare per pochi spicci. Un disco registrato ma mai distribuito. Ed ora dopo 10 anni arriva “Il giorno onirico”, un disco fatto di tante sfaccettature. Il nome dalla band è preso in prestito da un termine denigratorio con cui venivano apostrofati gli immigrati italiani di inizio secolo scorso in America. Ascoltando le dodici canzoni del disco, la band, formata da Fabrizio Piergiovanni (batteria), Marco Amoroso (basso), Alessandro Caruso (chitarra, tastiere e voci) e Francesco Rita (chitarra, tastiere e voci) si ha la sensazione che questi dieci anni siano stati terapeutici perchè il lavoro è molto curato, e che il tempo sia servito appunto per curare, senza fretta, la forma e il suono. In un mondo dove va tutto di corsa, i Wops vanno in controtendenza. E lo fanno in una delicata maniera pop rock. In alcuni casi ricordano i Giulio Dorme, ma in altri i Radiohead. Un bell'esordio discografico, sperando di non dover aspettare altri dieci per ascoltare un altro lavoro.


La tracklist


  1. Ora mi alzo pt.1

  2. L'oro in bocca

  3. Funesto

  4. Lady 88

  5. A me mi

  6. La ballata delle mine

  7. Lei mi dice

  8. Vinavil

  9. Ripresa

  10. Il lancio

  11. Ora mi alzo pt.2

  12. L'arte del sonno




permalink | inviato da liberissimo il 13/2/2017 alle 18:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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