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Per chi legge il blog: il lettore deve sapere che, leggendo i miei post, potrà trovare imprecisioni e quindi può benissimo farmi notare l'errore con i mezzi che internet e il blog mettono a disposizione.  Io mi impegnerò a modificare il post. Non censuro gli anonimi entro i limiti della diffamazione, comunque gradirei che chi scrive determinate cose, si prenda la responsabilità di quello che scrive. Abbiate il coraggio e non nascondetevi, anche se poi non me ne importa più di tanto. Saluti
Per chi volesse contattarmi su Msn: silviomancinelli@hotmail.com








 
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oto di Virgilio Del Boccio


  


 

 

 Maiorano del 2001


Il Musico di Otranto -
Maiorano







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sentimenti
La vita serena e la prevenzione sanitaria
4 maggio 2017

Per l'ennesima volta mi sono affacciato al reparto di senologia dell'ospedale dell'Aquila. Questa volta le donne erano molto di più rispetto alla precedente. Le ho viste negli occhi: c'era chi era alla prima visita, chi ormai era di casa. Ognuna con la sua storia, le sue radici, ma tutte accumunate, da un male, il cancro, che le ha portato a conoscersi e magari consolarsi. Quando uscivano dalla stanza delle visite, alcune avevano il viso scuro, altre uscivano sorridendo dopo un pianto di liberazione. Quando si entra nel tunnel di un qualunque male, in prima persona, o semplicemente da spettatore, cambia il modo di vedere la vita. È inevitabile. La nuvola in cielo non è solo una nuvola, il canto dell'uccellino non è un semplice suono, ma tutto è qualcosa in più. Sia nel caso che non supererai il tuo male, sia e soprattutto se lo supererai, i tuoi pensieri cambieranno, il modo di pensare la tua vita cambierà. Io in questo caso sono solo spettatore di un qualcosa, ma vedere tutte quelle donne lì in attesa di un responso, deve far capire loro e non solo loro che è inutile aspettare, tentennare nelle scelte. Inutile aspettare un qualcosa che dovrà accadere per muoversi e intraprendere determinate strade. È inevitabile pensare che si è stati coglioni ad aspettare a vivere delle emozioni, dall'avere figli, a cercare una persona con la quale condividere emozioni, risparmiare denaro non si sa per cosa. A cosa serve aspettare? A nulla. Bisogna sentirsi vivi e pensare sempre a tramandare ai posteri la propria esperienza di vita per migliore dagli errori degli altri. Io credo nella prevenzione,e bisogna crederci serenamente perchè la medicina migliora giorno dopo giorno, la scienza va avanti. Viviamo più sani ma soprattutto viviamo serenamente il tempo che ci è stato concesso su questa terra, senza invidie e ipocrisie, donando il nostro tesoro al prossimo.

           



permalink | inviato da liberissimo il 4/5/2017 alle 15:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SCIENZA
La paura della morte
8 aprile 2017

Come porsi di fronte a una malattia o a un male tuo o di una persona cara? È una domanda che mi sono sempre posto. Purtroppo nonostante abbia solo 40 anni di persone intorno a me con malattie serie ce ne sono state. Alcune di queste persone se sono andate via troppo presto, non potendo dare il loro contributo alla nostra comunità al meglio ma comunque ancora adesso abitano il nostro cuore. Ora che tocca a mia mamma è difficile capire il mio stato d'animo. Io non ho mai avuto paura di queste cose, perchè il mio approccio è alquanto concreto: finchè non c'è sentenza definitiva di non poter guarire non mi butto giù. Intendiamoci, mia mamma è stata fortunata e brava. Brava perchè, insieme a mio padre, ogni anno fa diligentemente i compiti, facendosi gli esami di prevenzione che i medici raccomandano. Mia mamma è stata oltrettutto brava perchè questo tumore è nato dopo essersi fatta tali esami, tastandosi come ogni donna dovrebbe fare. È anche fortunata sentendo il medico curante, perchè quel tipo di tumore, preso così, non fa più di tanto paura. Per questo non mi affido a Dio ma alla scienza, perchè quando hai di fronte bravi medici non devi temere nulla. Ovviamente mia mamma ha momenti di sconforto ma credo sia plausibile. Ecco io non temo queste situazioni, perchè la medicina ha fatto passi da gigante rispetto a qualche decennio fa. Se quindi il mio approccio in questa situazione è di tutta tranquillità quello che mi destabilizza è quello che raccontano la tv e internet. Se la scienza è materia che progredisce ora il paziente deve trovare la struttura buona e i buoni medici. Non sempre è così. Quello che non dovrebbe esistere è la malasanità. Non dovrebbero esistere cattivi medici ed infermieri. Non dovrebbero esistere acquisti di mezzi di cura ad alto prezzo. E tanto altro. Per questo spero che per me e per tutti quanti ci sia la possibilità di essere curati decentemente. In maniera democratica. Perchè tutti prima o poi ci ammaliamo. Quello che mi fa paura è il fatto di non poter essere curati, non a causa della malattia in sè, ma perchè non ho un reddito che me lo consenta o perchè sono in una struttura scadente. Questo mi farebbe più paura della morte.




permalink | inviato da liberissimo il 8/4/2017 alle 21:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sentimenti
Un nuovo cambiamento
31 gennaio 2017

Sono passati 3 anni e qualche mese da quando mi dissere di andare a lavorare a Pescara. Tre anni condivisi con il mio collega di lavoro e di viaggio, tre anni in cui ho fatto cose nuove, discusso con i colleghi, trovato persone e clienti simpatici. Era il giorno del mio compleanno. Domani ne faccio 40. Non starò qui a tediarvi su cosa penso di questi anni passati, prima di tutto perchè si direbbero più o meno le stesse cose dette da tanti altri, ma poi perchè sono uno che non guarda indietro. Io guardo solo avanti. Bene, alla vigilia del mio 40esimo anno, mi hanno comunicato che ritorno all'Aquila. Non so se per sempre o per poco. Solo il tempo lo dirà e la casualità. La speranza è tornare prima o poi a casa mia, ma anche L'Aquila mi ha dato tanto nella mia prima esperienza e non vedo perchè non lo possa fare ancora. Ho una famiglia fantastica, ho una fidanzata fantastica, ma anche i miei parenti, mia suocera, i miei amici sono fantastici. Ho un buon lavoro. La salute, facciamo gli scongiuri, non mi manca. La passione per il rock è sempre presente. Non posso certo lamentarmi di quello che mi succede intorno. Faccio quello che mi piace fare. Per il 2017 chiedo solo due cose che mi tengo per me. Tanti auguri anticipatamente a me!




permalink | inviato da liberissimo il 31/1/2017 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
La lezione di Fabrizia
21 dicembre 2016

Che brutta giornata quella di ieri. Sulmona ha vissuto uno di quei giorni che sarà difficile dimenticare. Una città che entra nella cronaca nera locale ed internazionale allo stesso tempo. Un suicidio di un dipendente comunale indagato per la storia dei cartellini, e poi Fabrizia dispersa nella strage di Berlino. Storie diverse ma comunque tragiche e che ci faranno ricordare questo Natale arrivato alla fine di un anno cominciato male con le stragi a Parigi,e in Belgio e che sta finendo peggio. Il dipendente che si è impiccato è l'ultimo di una serie di casi di suicidi, non tanto per aver commesso il fatto, ma per essere diventato oggetto di discussione in città. Obiettivo dei giustizialisti che sono sempre pronti con il cappio in mano, dimenticando che in Italia, come in tutti i Paesi democratici esiste la presunzione di innocenza. E questo è un insegnamento anche cristiano; chi è senza peccato scagli la pietra. Chi può dire di essere stato sempre un legale integralista? E poi se anche fosse stato colpevole avrebbe comunque pagato sencondo le nostre leggi vigenti. Colpa dei giornalisti? Non credo, perchè la colpa è di chi fa trapelare queste notizie. I giornalisti le riportano solamente. Tra i “furbetti” ci sono anche persone che non hanno ricevuto neanche l'avviso di garanzia. Che non sono sotto indagine. Che non subiranno neanche un processo perchè non sono indagati. Ma che si parli di questo non mi scandalizzo, perchè già durante Tangentopoli, tra notizie fuorisciute dalla Procura non si sa come, e arresti cautelari, simili al ricatto, queste tematiche già c'erano. E poi c'è Fabrizia, una figlia di Sulmona che come tanti è andata fuori a lavorare. E che si è trovata al posto sbagliato al momento sbagliato. Una ragazza che, leggendo su Repubblica, nei suoi tweet parlava dell'Italia e della “fuga dei cervelli” in maniera amara. È chiaro che Fabrizia è una di noi, e la città farà bene a ricordarla in qualche maniera, per non far dimenticare alla comunità quanti Sulmonesi sono in terra straniera. In maniera immaginaria vorrei collegare queste due storie. Chi ha la fortuna di lavorare a Sulmona dovrebbe considerarsi fortunato. Sempre se questa è la vita immaginata da loro. Chi ha la fortuna di occupare un posto pubblico dovrebbe impegnarsi nel proprio lavoro pensando a chi si trova lontano migliaia di chilometri. E che ora, è un dato di fatto, rischia la vita anche visitando un mercatino natalizio, o andando ad un evento. Questa è la lezione che Fabrizia ci dà in eredità e spero che questa lezione venga fatta propria da tutti.




permalink | inviato da liberissimo il 21/12/2016 alle 10:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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