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Per chi legge il blog: il lettore deve sapere che, leggendo i miei post, potrà trovare imprecisioni e quindi può benissimo farmi notare l'errore con i mezzi che internet e il blog mettono a disposizione.  Io mi impegnerò a modificare il post. Non censuro gli anonimi entro i limiti della diffamazione, comunque gradirei che chi scrive determinate cose, si prenda la responsabilità di quello che scrive. Abbiate il coraggio e non nascondetevi, anche se poi non me ne importa più di tanto. Saluti
Per chi volesse contattarmi su Msn: silviomancinelli@hotmail.com








 
F
oto di Virgilio Del Boccio


  


 

 

 Maiorano del 2001


Il Musico di Otranto -
Maiorano







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politica interna
Quel sottile complotto ordito da Renzi ed Emiliano
26 febbraio 2017

La scissione del Pd si può vedere in due versioni diverse. La prima è quella che di vede in tv: effettivamente ci sono i contestatori delle politiche verticistiche le quali hanno portato alla fuga dal partito perchè non ci si riconosce più. Poi c'è una seconda versione che mi è venuto in mente. Emiliano è il cavallo di Troia di Renzi. Ovviamente scherzo ma in politica, pensate alle trame di House of cards, potrebbe succedere. È vero, Bersani e D'Alema da molto tempo avevano dichiarato la loro avversità a Renzi, ma è stato Emiliano, dai referendum sulle trivelle in poi, che si è messo in contrapposizione al suo segretario nonché ex premier. A quel punto Renzi, dopo aver “ripulito” per buona parte, il partito alla sua venuta, doveva in qualche modo, “ripulirlo” da chi proveniva dai Ds, quelli più anziani. E lo ha fatto grazie alla complicità di Emiliano che ha fatto scattare la molla. Infatti secondo Matteo solo così si poteva ottenere un partito più moderno, con un linguaggio che le persone sentono loro. Alla fine della storia, Emiliano rimane e gli altri non partecipano al Congresso. Renzi ha ottenuto la sua vittoria, potrà candidarsi a premier e magari darà un contentino a Emiliano. Non so quanto prenderà in termini di percentuali questo nuovo soggetto politico a sinistra, ma sentire Bersani dire che i lavoratori ora votano i partiti di destra mi stupisce. Perchè gli operai da molto tempo, dal 1994, che votano un qualcosa di diverso. Da Berlusconi, alla Lega (che D'Alema definiva una costola della sinistra), a Fini, alla Meloni. Gli ex ds hanno perso sempre per due motivi: uno strategico. Imparentarsi con Bertinotti e Mastella, pur di vincere ha sempre creato danno. L'altro motivo è che loro pensano di essere ancora nel 900, e nonostante sia ancora necessario difendere i diritti dei lavoratori, nessuno, di chi è passato in bottega, ha trovato soluzioni moderne, diverse, in un tempo nel quale la depressione decennale economica, la precarietà e la globalizzazione del lavoro, nonché l'avvento di Internet nella vita quotdiana, sono parole all'ordine del giorno. Per non parlare dei diritti civili ma presi in considerazione basti pensare alle unioni di fatto, al fine vita e a cose di questo genere. Sono ormai finiti. E Renzi ringrazierà Emiliano.




permalink | inviato da liberissimo il 26/2/2017 alle 8:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
Virginia Waters - Skincharger (Jap records)
21 febbraio 2017

Proprio oggi esce sia in formato digitale che in quello fisico “Skinchanger” l'album dei Virginia Water. La band è formata da Maria Teresa Tanzilli (Ausländer) alla voce, Andrea Spigarelli (Wonder Vincent) alla batteria, Andrea Mattiucci (OH! EH?) alle chitarre e Giulio Catarinelli (Quiver With Joy) al basso. Le canzoni sono nate da una idea della cantante e arrangiate poi dal resto del gruppo composto, appunto, da musicisti con una vasta esperienza alle spalle. Parliamo qui di canzoni che musicalmente si ispirano alle band dei primi anni di questo secolo, un po' P.O.D. un po' Deftonese un pò N.I.N. ma alleggerite dalla dolce voce di Maria Teresa. È scritto che l'album ripercorre un po' le fasi di una evoluzione personale, quindi si potrebbe dire che il disco sia un po' un concept nel quale la storia è proprio quella di chi la canta. Quindi un lavoro intimo ma duro nei suoni. “Skinchanger” è un album godibile nel quale però non spiccano novità particolari nel genere.



  1. J've killed my power animal

  2. Queen of the rush

  3. Motionless

  4. Behind

  5. Skinchanger

  6. Unitl the last drop

  7. Rabbit snare

  8. A postcard from drink and drive

  9. One more step

  10. Naked lips




permalink | inviato da liberissimo il 21/2/2017 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
Wops - il giorno onirico
13 febbraio 2017

In una scena musicale fatta di giovani e giovanilismo, è difficile trovare esordi maturi, ma ci sono anche rare eccezioni. Pensate a Ligabue, diventato famoso ad un passo da abbandonare ogni velleità di successo discografico. Ma anche Sanremo ha insegnato qualcosa: piaccia o non piaccia Gabbani ha esordito e vinto tra i Big alla veneranda età di 35 anni. A questo sparuto gruppo vanno aggiunti anche i Wops. Una band curiosa: insieme da ben 10, con tante canzoni inedite fatte e registrate. Chissà quanti chilometri macinati per suonare per pochi spicci. Un disco registrato ma mai distribuito. Ed ora dopo 10 anni arriva “Il giorno onirico”, un disco fatto di tante sfaccettature. Il nome dalla band è preso in prestito da un termine denigratorio con cui venivano apostrofati gli immigrati italiani di inizio secolo scorso in America. Ascoltando le dodici canzoni del disco, la band, formata da Fabrizio Piergiovanni (batteria), Marco Amoroso (basso), Alessandro Caruso (chitarra, tastiere e voci) e Francesco Rita (chitarra, tastiere e voci) si ha la sensazione che questi dieci anni siano stati terapeutici perchè il lavoro è molto curato, e che il tempo sia servito appunto per curare, senza fretta, la forma e il suono. In un mondo dove va tutto di corsa, i Wops vanno in controtendenza. E lo fanno in una delicata maniera pop rock. In alcuni casi ricordano i Giulio Dorme, ma in altri i Radiohead. Un bell'esordio discografico, sperando di non dover aspettare altri dieci per ascoltare un altro lavoro.


La tracklist


  1. Ora mi alzo pt.1

  2. L'oro in bocca

  3. Funesto

  4. Lady 88

  5. A me mi

  6. La ballata delle mine

  7. Lei mi dice

  8. Vinavil

  9. Ripresa

  10. Il lancio

  11. Ora mi alzo pt.2

  12. L'arte del sonno




permalink | inviato da liberissimo il 13/2/2017 alle 18:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
musica
Nadiè - Acqua alta a Venezia
2 febbraio 2017

I Nadiè dovrebbero essere contenti: sono i primi ad essere recensiti da quarantenne e ne sono felice perchè “Acqua alta a Venezia” è un discone. Nonostante il package non sia dei migliori, ciò che conta è soprattuto la sostanza e non la forma. Per cui possono ben dichiarare che le dieci canzoni che compongono l'album sono mediamente di valore assoluto. Oltre l' ironia che si individua in varie canzoni come “In discoteca” o “Solo in Italia si applaude ai funerali”, si può collegare il disco alla serie dei film dei “Mostri”, nei quali si rideva di gusto ma su situazioni sulle quali da ridere non c'era proprio nulla. Ecco “Acqua alta a Venezia” è un film della commedia all'italiana degli anni 60. Musicalmente poi mi gusta molto perchè ci sono quelle chitarre “grasse” che piacciono, un po' di sonorità anni 90, un “Moltheni non triste ma cinico. I Nadiè vogliono raccontare l’acqua alta che ha invaso la nostra Venezia quotidiana, ovvero la coazione a sprofondare sotto il peso di ignoranza, religione, disillusione, scarsa qualità della vita, gioventù fuori controllo, malapolitica e malcostume ma anche rapporti personali fra genitori e figli, amici, amanti all’insegna dell’incomprensione, del silenzio e dello sfilacciamento di ogni legame. Avrebbero pure un singolo da Sanremo: “La bionda degli Abba” sarebbe diventato una grande canzone con il passaggio a Festival.


Tracklist


  1. Conigli

  2. In discoteca

  3. Solo in Italia si applaude ai funerali

  4. La bionda degli Abba

  5. Breve esistenza di un metallaro

  6. Dio e chitarrista

  7. Acqua alta a Venezia

  8. Gli sposi

  9. Fuochi

  10. Bandiere a mezz'asta




permalink | inviato da liberissimo il 2/2/2017 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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