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La Cgil e il rock

Oggi che si decide sui referendum della Cgil sul lavoro ho avuto uno spunto per scrivere di nuovo sul mio blog. Non solo c'è la Cgil, ma su Facebook c'è una foto di Massimo Cotto e Carlo Massarini insieme. Due persone che conoscono il rock molto bene. E mi sono chiesto, vedendo la foto, se ci sarà un nuovo Massimo o Carlo nel prossimo futuro a parlarci di rock. Io per esempio, oltre che acquistare dischi, sto cominciando a leggere dei libri sulla musica. Non sulla tecnica, ma sulla storia della musica, perchè questa ha accompagnato tutti gli eventi del 900 e leggerlo diventa affascinante. Nel nuovo millennio questa cosa sta un po' scemando perchè la musica si è fatta liquida, troppo liquida, e molte volte non è scritta ascoltando la realtà. Come me di appassionati ce ne sono molti, meglio di me ancora di più. Ma ora che il sistema economico è crollato e tutti sono diventati precari campare con la musica, come giornalista musicale, diventa difficile. Questo è dovuto non solo al tracollo di cui sopra, ma anche perchè Internet ha reso tutti uguali, ha reso pari un Massarini a un Mancinelli che può scrivere di musica per passione abbantendo i costi che Massarini ha. Questo comporta una brutta conseguenza: manca la refenzialità di quello che si dice. La stessa cosa detta da Massarini o da Cotto non ha lo stesso valore se è detta da me. L'erosione di alcune professioni è quindi evidente. Purtroppo. Pensiamo anche ai fotografi e come si abbassata la qualità della fotografia con l'avvento del digitale. E qui intervengono i quesiti referendari. Vanno controcorrente, sono antichi. I sindacati ancora non capiscono che il tema – lavoro ha già superato l'articolo 18, i voucher etc. soprattutto perchè sono gli stessi della Cgil a utilizzare i voucher per un valore di circa 750.000 euro. Chi deve difenderci non ha capito che ci troviamo in una altra era. Molto diversa da quella del 900. Non lo ha capito il sindacato e neanche il sistema politico. Ancora non si riesce a capire come difendere professioni che prima o poi scompariranno, ora sono i giornalisti e i fotografi, domani bancari e impiegati della P.A. Io so solo che mio figlio, quando ce ne sarà uno, avrà la certezza di non conoscere alcuni tipi di lavoro e per la musica rock non ha avrà dei punti di riferimenti fissi come li ho avuti io. E questo è anche un piccolo dramma.

Pubblicato il 11/1/2017 alle 19.4 nella rubrica Diario.

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